Silvano Angelini


ANGELCOIN
Via Destra del Porto n.101
RIMINI
Tel.: fax: 0541-23610

BIOGRAFIA
Silvano Angelini nasce nel 1949 a Tripoli, in Libia.
Il padre, scultore in avorio, armiere, orafo finissimo, si stabilisce in Africa nel 1935 insieme al proprio maestro Remo Luca, succedendogli nella direzione della Scuola d’Arte Orafa Benvenuto Cellini, avviata a Tripoli.
Reduce da un viaggio in Inghilterra, Silvano Angelini, a diciotto anni modella in cera la prima medaglia ed entra nella scuola del padre, diventata anche bottega,creando modelli di bracciali, di piatti cesellati ed altri oggetti-regalo.
S’impradonisce del mestiere di artigiano orafo-argentiere nella più larga accezione.
Dopo l’esilio di tutti gli italiani dalla Libia tra il 1969 e il 1970, comincia una nuova vita a Rimini, nella casa laboratorio sul porto.
Modella alcuni altorilievi in gesso e successivamente, nel 1973, realizza le sue prime medaglie eseguendo tutto il processo di lavorazione, dal modello al conio in acciaio,alla fusione del metallo e infine alla coniatura.
Segue un periodo di stasi, dovuto alla convinzione che il “ classico” non possa più portato avanti.
Nel 1976,un libro di Rudolf Steiner  “ La cronaca dell’ Akasha “, segna l’ inizio di uno studio profondo dell’antroposofia.
Nel 1981 nasce la medaglia “ Flusso e riflusso “, pietra fondamentale del suo lavoro futuro: la materia si increspa e forze del sopra sensibile si fanno visibili.
Angelini organizza convegni artistici e conosce Fiorenza De Angelis, maestra di pittura a Firenze; tre lezioni bastano per iniziare un lavoro travolgente:nascono opere in creta, in bronzo, e in marmo.
Nell’ 86, ’87 e ’88 organizza tre convegni artistici e dall’ ’89 al ’92  frequenta l’ accademia di Belle Arti di Bologna, diplomandosi in Scultura con una tesi su Steiner dal titolo : “ Arte e Filosofia della Libertà “.
Dal ’90 effettua scultura come arte terapia per i pazienti della Dott.ssa Zagonara di Bologna.
Dal ’92 al ’97 svolge lezioni di scultura artistica a Reggio-Emilia e dal Febbraio al Settembre ’93 svolge modellaggio della creta e acquerello con 10 portatori di handicapp mediogravi all’ Enaip di Rimini; sempre presso l’ Enaip di Rimini, svolge modellaggio della creta e acquerello con portatori di handicapp gravi dall’ Ottobre ’93 alla primavera 1997.
Dal ‘94 al ’96, ha tenuto lezioni artistiche individuali ad un ragazzo di 25 anni affetto da prepsicosi con elementi simbotici.
Tiene corsi di pittura ad acquerello e scultura a Bologna, S. Marino e Rimini.

ESPOSIZIONI E MOSTRE

   1987 : “ Il Chiostro”. Concorso Nazionale, Rimini . I° Premio di Scultura.
 

   1988 :  Expo Art, Bari . Rocca di S.Leo , Mostra Personale Permanente ( estate ’88 );
               Concorso Nazionale “ G.B. Salvi  e Piccola Europa “ , Sassoferrato , Sala come
               medaglista. Concorso Nazionale “ Il Chiostro “, Rimini, Targa in argento della
               giuria. Premio fuori concorso. Circolo degli Artisti di Bologna Sociale .
               “ Ombre di Luna “ Assessorato alla Cultura, Repubblica di S.Marino. Cooperativa
               Arcobaleno, Oriago di Mira (VE) (Primavera ’88 ). Meeting per l’ Amicizia fra i
               Popoli , Rimini. Premio Italia per le Arti Visive, Certaldo, Firenze . Circolo degli
               Artisti “Casa di Dante “ Sociale ,Firenze. Mostra personale al Circolo Culturale
               Pico della Mirandola .

   1989 :  Gadarte . Tre Artisti. Firenze. Premio Italia per le Arti Visive. Certaldo (FI).
               Rocca di S. Leo . Mostra Personale Permanente  ( estate 1989 ). Mostra
               Premio Tre Artisti. Caprese Michelangelo .Concorso Nazionale “ Il Chiostro “
               Rimini, 2° Premio . Azienda di Soggiorno di Rimini, Convegno Nazionale
               Antroposofico, Rimini. Circolo degli Artisti “ Casa di Dante “ Firenze Sociale
               Hotel Hilton , Convegno Ebrei di Libia.

   1990 :   Personale presso il Circolo degli Artisti “ Casa di Dante “ Firenze. Verifica 90

   1997     Eco d’Arte Firenze, Mostra Itinerante : Certaldo, Palazzo Pretorio ; Trento, Palazzo
                Regione;Montalbano Elicona, Castello Svevo Aragonese, (Merano), Marino (Roma).
                Mostra personale permanente , Rocca di S.Leo ( estate ’90 ). Hotel Palace Terme,
                Roncegno (TR), mostra permanente (estate ‘90 ). Rocca di S.Leo, Sale di Giorgio
                Martini, permanente dal ‘90 al ’97.

    1999 :  Mostra personale nell’ ambito della manifestazione “ Eco Fest “ , 23-25 Luglio,
                Palazzo Veronese, Cesenatico.
 

SCRITTI SULL’ ARTE.

                     …..  Quando osservando il cielo ci accade di vedere un frizzo di nubi disposte
                              con estro artistico,si può essere portati a comparare quest’ opera con ciò
                              che scaturisce dalla libera volontà dell’ artista; vediamo allora innegabil=
                              mente un parallelo. Così, la libera volontà dell’ uomo si sposa e trova un
                              riscontro in ciò che si potrebbe chiamara la volontà del mondo, dell’ =
                              organismo della terra.Proviamo a tenere in serbo nell’ anima ciò a cui
                              porta  questo. Qualcuno forse sarebbe indotto a dire : bene, puntiamo il
                              naso al cielo e copiamo ciò in cui la natura ci è maestra. Ma non è la stessa
                              cosa! Come la formazione di nubi in quel particolare punto della terra è
                              dovuto alla particolare configurazione dell’ organismo della terra nella sua
                              globalità, che si manifesta nel punto, nel modo e nel momento paricolare,
                              così la libera volontà dell’ uomo che è in armonia con questo organismo,
                              riflette e ripropone la volontà del mondo. ….

                             Da “ Una riflessione esoterica come contributo di un artista
                                     ingenuo, sulla base degli impulsi di volontà ,scaturenti
                                    dalla “ Filosofia della Libertà “ di R. Steiner.
                            Tesi di Diploma all’ Accademia di Belle Arti di Bologna A.A. ‘91-‘92
 

         Lettera Aperta  agli amici del “ Circolo degli Artisti “ Casa di Dante “ di Firenze

         E’ possibile modellare la creta o scolpire il marmo senza un programma , senza un disegno
         o un bozzetto in creta? Senza l’ idea, è possibile procedere all’ azione, all’ opera della
          volontà?
         Dai nostri insuperabili maestri del Rinascimento ci giunge il retaggio di questo procedere
         per gradi : il tema, il disegno, il bozzetto plastico ed infine il passaggio all’ opera finita
         in creta – bronzo o marmo.
         Per i pittori, un acuto e meticoloso collega del ‘300, il Cennini, riporta nel suo Libro dell’ =
         Arte, le ricette da rispettare se si vuole arrivare all’ opera compiuta con soddisfazione
         dell’ autore e del committente!
         Tralasciando l’opera della mano di Raffaello guidata da quello spirito subblime che in lui
         albergava, vediamo nel Giorgione un uscire dai canoni, e lui che torna a non disegnare più,
         così in lui la natura respira in felice connubbio con la figura.Tiziano si libererà dai vincoli
         del disegno, e solo in tarda età arriverà a una pittura di getto.Così aveva già fatto Masaccio
         nella sua breve vita, precorrendo i tempi, così Donatello, che in una delle sue opere più tarde,
         la Maddalena in legno scolpito,giunge  ad un superamento della materia, ad un
         trasumanamento dovuto alla macerazione interiore che la pervade.Se si compara quest’=
         ultima opera al S. Giovanni Battista in marmo, si può avere un’ idea del salto compiuto da
         Donatello nella sua evoluzione creativa.Lo spirito insofferente di Michelangelo si agita
         incatenato nella sua veste terrena. Nei “ Prigioni” , assistiamo ad un meraviglioso crescendo:
         dall’ epoca primordiale in cui l’ animo si sperimenta ancora in germe,completamente immerso
         nelle catene della matera animica dello “ Schiavo Atlante “, all’ ingrata età dello “ schiavo
         giovane” a quella dell’ adulto che sperimenta ostacoli della vita dei sensi nel “ Barbuto”,
         alla prepotente vigoria e impotenza del “ Ribelle “.Ecco il salto, come dal frutto al seme che
         deve morire per dar vita alla nuova pianta, il sopore estatico del “ Morente “, il richiamo dello
         schiavo che si risveglia, della voce che parla dall’ inudibile “ il LOGOS” e infine la
         meravigliosa coscienza desta dello schiavo per scelta, “ S. Matteo “.
         Michelangelo ama finire la propria vita terrena scolpendo il marmo, distruggendo con
         formidabile coraggio, il raggio del cuore ,l’ opera forte già compiuta secondo
         condizionamenti ormai superati, obbedendo alla sua anima di lottatore assetata di
         sperimentazione. Ci lascia così nell’ ultima sua opera , la “ Pietà Rondanini” , un non
         finito. Ma il suo messaggio è ben finito!
         Cosa vuol dire arrivare alla fine di un lavoro ? è sentire …, lasciare parlare la sfera del
         cuore, dove un altro colpo di mazza o un tocco di pennello possono far crollare l’ incanto.
         E’ cogliere l’ attimo, è l’ idea.Michelangelo, lui titanico scalpellino del marmo, vulcanico
         spirito ribollente che ha sostenuto lo sguardo di uomini ben più potenti di lui, ci insegna
         a cogliere quest’ attimo e par dire : “ fermati al punto giusto “.E che cosa è questo punto
         giusto se non l’ idea che l’ artista trova a coronamento del proprio lavoro ? Ma come la
         trova ? La trova riconoscendola, osservandola sì, ma come la osserva? Con il pensiero,
         ma riscaldato dal raggio del cuore, e cosa è il pensiero se non luce che illumina? e cosa
         è  l’ idea se non luce che illumina la luce del pensiero? Goethe muore dicendo :
         “ Un po’ più di luce !”. Ogni uomo tende a lei , nei diversi campi nei quali si manifesta
         il suo essere. Io la cerca nel marmo, nel bronzo o nella creta, nell’ opera finita, e quando
         la trovo, sorge anche l’ idea e nasce la conoscenza.
         Non la cerco prima dell’ opera ,in me, ma dopo, nell’ opera o nell’ altro.Allora riconosco
         il motivo propulsore e posso dire :fece bene a partire senza un programma, senza il
         pensiero o senza la rappresentazione, perché ora ho l’ idea. Come un folle, sono
         pronto a dimenticare tutto nuovamente il conosciuto per rinnovare il sacrificio
         della volontà nell’ azione.

           Firenze, 13 Gennaio 1990
 

         ….. Tutto ciò che scaturisce da un lavoro che si basa sull’ andare senza paura verso
                 l’ ignoto, verso l’ inconoscibile, con il coraggio del ricercatore, del pioniere,
                 corrisponde ad aver fiducia nel mondo e ad abbandonarsi a quell’ energia
                 vitale che fluisce e dona vita a tutti gli esseri, quella stessa vita che palpita
                 nel mondo esterno, che l’uomo vede nella natura , e che l’uomo che adora
                 il mondo può trasmettere alle cose che lo circondano. “ La Cura “ per gli
                 antichi Greci era una dea, oggi solo l’ uomo che coscientemente sa che il
                 divino può risplendere in lui, può far sì che il divino possa tramite lui fluire …

                          Da  “ Lettera Aperta agli Amici della Mostra Collettiva Cesenatico Arte ’99
                                    come seguito alla lettera del 1990  “ Casa di Dante “

                   Rimini,17 Agosto 1999