Cesenatico Arte. Mostra Collettiva di Artisti Emiliani-Romagnoli. III  Edizione .
Introduzione

             Cesenatico Arte. Mostra Collettiva di Artisti Emiliani e Romagnoli è giunta alla sua III Edizione.
             Quest’ anno ,come gli anni precedenti, presenterà una rassegna delle tendenze attuali nell’ arte
             in Emilia-Romagna nei settori della pittura, scultura, ceramica, mosaico, grafica e installazioni.
             I quarantasei artisti partecipanti presenteranno le loro opere in uno spazio espositivo diviso
             per aree tematiche : paesaggio, natura morta,figura ,figura nel paesaggio.
 
             Inoltre un settore sarà dedicato alla grafica ed uno alla scultura.
 
             Cesenatico Arte è una mostra che ha lo scopo di promuovere gli artisti che scelgono le loro
             opere ed i settori in cui intendono esporre.
 
             Anche quest’ anno il settore più rappresentato è la pittura, in cui vi è un’ ampia panoramica di
             tecniche e stili e la presenza di maestri affermati , artisti emergenti e di giovani rivelazioni.
 
             Gli artisti che presentano le loro opere nel settore della pittura sono 33 ; le tecniche
             presentate sono le più varie, anche se c’è una prevalenza della pittura ad olio ,
             ( Antonelli,Berardi, Brigliadori,Galizzi, Irmi,Maldini, Manuzzi,M. C.G.Matteucci, M.G.Matteucci,
              Navacchia, Navacchia da Cesena, Rinaldini,Romanini, Taioli ) ma sono presenti anche opere
             in acquerello ( Angelini, Guerrini), tecniche miste con importante prevalenza della grafica
             ( Casalaspro,  Ghiglia, Lavarello ),affresco ( Erani, Maraldi ), contaminazioni tra scultura e pittura
             ( Diana) , smalti ( Sirotti) ,acrilici, ( Nanni ,) tecniche miste con esiti interessanti
             ( Balai,Bianchi,Cancelli, Collina, Collina M. ,Docci, Frattini, Filippi, Maraldi).
 
             In pittura prevale il figurativo, e in particolare la figura umana, colta nel suo ambiente privato
             o nel paesaggio,naturale,urbano, onirico, interiore.
 
             Il paesaggio apre il percorso della mostra.
 
             In questo ambito espongono artisti della scuola di Cesena,Lino Bianchi e Luciano Navacchia da
             Cesena.
             Bianchi, lirico interprete delle colline e della gente di Romagna, trasfonde le emozioni nell’=
             espressività dei colori, tra cui il verde è dominante ; Luciano Navacchia da Cesena, decano della
             pittura di paesaggio cesenate, per il lungo percorso artistico e per i numerosi premi e
             riconoscimenti nazionali e internazionali ottenuti, interpreta la magia  del paesaggio colto nell’=
             attimo, in rapide impressioni d’ atmosfera e colore .
 
             Nel paesaggio espongono tre artisti riminesi Silvano Angelini, Liliana Docci e Luciano Filippi.
             Silvano Angelini, presenta acquerelli in cui i luoghi eterei dell’ io sono espressi dal colore; Liliana
             Docci, mosaicista oltre che pittrice,nei suoi paesaggi ad olio, si avvale di una commistione
             di stili da cui emerge una trasposizione fantastica del paesaggio naturale: nei suoi paesaggi
             dominano i quattro elementi aria , acqua , terra e fuoco ed i colori.
             Luciano Filippi , intepreta con la matericità del colore i luoghi simbolo delle capitali europee,
             depositari della nostra identità occidentale.
 
             La Maestra di acquerello Mara Guerrini, bolognese, presenta paesaggi acquatici, in cui
             il realismo del soggetto sfuma nella liricità della  colore.
 
             Il cromatismo materico del pittore  Maldini ricrea in paesaggi onirici ed evocativi luoghi cervesi,
             che sono anche immagini  di stati di coscienza dell’ artista.
 
             I luoghi della  Romagna, sono anche i soggetti di due giovani artisti emergenti : Ednander
             Brigliadori  e Claudio Irmi .
 
             Ednander Brigliadori ritrae le campagne e le colline romagnole nel volgere delle stagioni
             con pennellate impressionistiche in cui domina la nota di colore: arancio, viola o grigio.
 
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             Claudio Irmi, attraverso il suo impressionismo intimista si fa interprete dei lidi marini romagnoli .
 
             La città, colta nella sua animata quotidianità è il soggetto presentato da Cristina Taioli.
 
             Per ciò che riguarda la natura morta gli stili e le interpretazioni sono tra i più diversi, prevalendo
             comunque l’olio come tecnica preferita.
 
             In quest’ ambito scopriamo il Realismo Magico rivisitato dalle illuminazioni intuitive di
             Barbara Antonelli, che si svelano a poco a poco nelle sue incantevoli piante, la pittura classica
             di  Vittorio Berardi,i fiori felici di Marco Galizzi, che paiono vivere sulla tela di vita propria.

             L’ armonico coniugarsi di forma e colore emerge nella pittura di Maldini, Mara Guerrini presenta
             delicate composizioni floreali ad acquerello .
 
             Scopriamo poi il simbolismo metafisico negli eleganti motivi di conchiglie sul blu di
             Costanza Gloria Matteucci , il geometrismo perfetto delle composizioni di ispirazione musicale di
             Anna Maria Nanni,i raffinati interni di Giorgio Rinaldini.
 
             Nella pittura di Rino Romanini, dai contrasti coloristici su sfondi pastello  emerge la forma;il
             suo impressionismo evocativo, è manifestazione del  sentimento della vita.
 
             Infine, nelle composizioni semplici e colte di Sirotti, gli oggetti quotidiani sono intepretati
             nel contrasto del colore e nell’ essenzialità delle forme.
 
             La figura,è l’ interprete principale di questa mostra; alcuni artisti hanno assegnato la centralità
             alla figura umana, ad esempio Skender Balai,Lino Bianchi, Domenico Cancelli,Gianfranco Collina e
             Maurizio Collina, Maria Grazia Frattini,Maurizio Ghiglia, Giampiero Maldini, Luciano Navacchia,
             Massimo Sirotti e Cristina Taioli.
 
             Skender Balai, pittore d’ origine albanese, attraverso il suo espressionismo coloristico interpreta
             le figure storiche e mitiche del suo popolo, quale ad esmpio il pastore;Lino Bianchi, ritrae con
             accenti lirici e affettuosi la gente di Romagna;Domenico Cancelli,nel suo stile realista e intimista
             traspone la sua interpretazione dell’ umanità colta nella vita privata o ritratta in un sociale
             simbolico.
 
             Gianfranco Collina e Maurizio Collina,  pur differenziandosi  per ricerca stilistica e soggetti scelti,
             assegnano a parti del corpo umano l’ evidenza dell’opera, tendenza che attualmente si riscontra
             anche in scultura.
 
             Le plastiche figure maschili di Maria Grazia Frattini , sono colte in contesti urbani estranianti,
             da cui paiono fuggire verso di noi;le figure maschili di Maurizio Ghiglia, a volte autoritratti,
             delineate con tratti rapidi e sobri manifestano l’ intensità del loro mondo interiore in conflitto con
             la società dei media.
 
             Giampiero Maldini,presenta  figure femminili che emergono da una pittura tecnicamente
             raffinata e delicata , che privilegia il rosa pastello; nella pittura di Luciano Navacchia , la
             disgregazione delle forme diviene, nella complessità, mirabile composizione, che vede sempre
             al centro la figura umana colta nella sua quotidianità.
 
             Massimo Sirotti,  presenta figure fantastiche, in cui la fusione degli stili delle avanguardie pittoriche
             trova un’ esito  originale ed incantato; Maria Cristina Taioli, affida al colore, al contrasto, o al tono
             su tono, la sua intensa interpretazione impressionista della figura: i risultati sono diversi,e sempre
             belli.
 
             La figura nel paesaggio , è un’ area tematica altrettanto presente nelle opere pittoriche esposte.
 
             Nota dominante, è il contesto onirico , fantastico o della memoria in cui le figure vivono
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             una loro eterea vita simbolica o evocativa come nelle opere di Mabel Elena Casalspro
             in cui evanescenti figure emergono dal colore vivendo giochi diversi e nelle figure
             archetipe di Julio Luis Lavarello, che narrano un racconto mai narrato .
 
             La figura maschile e femminile, trasfigurata dal mistero dell’ io,emerge dai paesaggi
             onirici e mutevoli di Stefano Conti, la cui grafica magistrale, rende multiformi e labirintici.
 
             Il lieve emergere dalla memoria, è presente anche negli strappi d’ affresco di Ido Erani,
             le cui ombre e trasparenze ci conducono ad una pittura rinascimentale evocata e sognata.
 
             La figura femminile colta in momenti di vita idillici e della memoria emerge nelle  opere
             di Meris Manuzzi e Maria Grazia Matteucci.
 
             La favola è reinterpretata da Adriano Maraldi nella serie “ Pinocchio Contro Tutti “ con tecnica
             Magistrale, che coniuga l’ abilità grafica con un’ interpretazione del tutto personale dell’ affresco
             montato su plexiglas.
 
             L’ispirazione antimilitarista è presente nella pittura di Mathias Maraldi,in cui i particolari,
             ritratti con precisione fotografica, emergono nella loro valenza simbolica dall’ opera .
 
             Il fantastico è presente anche nelle opere di Vito Tumiati, in cui alla leggerezza del
             tratto grafico si coniuga la delicata armonia dei colori, in cui prevalgono i gialli e
             gli azzurri.
 
             Anche la scultura è ben rappresentata ,con una prevalenza del figurativo sull’ astratto.
             Sono presenti le principale tecniche scultoree, dall’ uso di materiali naturali  quali il
             legno e la pietra ( Guidi) alla terracotta ( Aldini,Angelini, Cavina, Pieri, Valisi) al bronzo ( Angelini,
             Caprelli, Valisi) a materiali innovativi quali la lamiera ( Diana) e le schiume( Maraldi).
 
             La terracotta, ad esempio, è interpretata in diversi stili:le terrecotte classiche di Licia Aldini
             ritraggono figure femminili; Angelini, fa emergere celestiali manifestazioni dello spirito ma
             anche  l’ inquietante altro da sé, ispirato ai Regressiti di Mattia Moreni; Cavina presenta busti
             di giovani donne in terracotta patinata; Valisi espone figure stilizzate nell’ atto ginnico,in cui
             si manifesta la bellezza e flessuosità del corpo , che presenta anche in bronzo.
 
             La stilizzazione, è presente anche nell’ opera di Guidi, in cui i corpi paiono fluire
             dalla materia in un’ armonia naturale.
 
             La matericità del corpo colto nell’ azione, è  caratteristica dell’ opera di Caprelli, come si
             rivela dal Cavaliere o dal Toro.
 
             Il cavallo è un soggetto prediletto da Pieri, che nelle sue opere ne ritrae la forza e la vitalità
             nella matericità del modellato.
 
             La trasformazione della forma nel movimento della materia , ovvero l’ atto stesso del modellare,
             è rappresentato dai bronzi di Angelini, di cui uno ha titolo appunto Metamorfosi.
 
             Diana , presenta forme geometriche, ( cerchi) , assemblaggi di lamiere, interventi di
             colore o di ruota abrasiva su lamiera che sono il risultato di un percorso di ricerca tra
             materiali e tecniche innovativi.

             Mathias Maraldi, sperimenta nuovi materiali, come le schiume, attraverso cui trova
             materia di espressione la sua problematica personale antimilitarista.
 
             La Grafica presenta un nucleo diversificato e significativo sia dal punto di vista dell’ uso delle
             tecniche  che  artistico: incisione (Conti) , matita grassa e carboncino (Maurizio Ghiglia) ,
             pastello (Vito Tumiati).
 
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             Inoltre, per ciò che riguarda la grafica, il Maestro Adriano Maraldi metterà a disposizione
             un torchio da stampa per tutti coloro che ,artisti e visitatori, desiderino provare l’ arte
             della stampa.
 
             Anche la Ceramica presenta una diversità di stili e interpretazioni : dalla ricerca sui materiali
             con esiti sorprendenti di Muki a due diverse interpretazioni del Raku, entrambe raffinate
             ed innovative: i vasi poliedrici  di Sandra Faeti e i totem o le composizioni di immagini stilizzate
             di ispirazione africana  di Tiziana Massa.
 
             Per il Mosaico ,Liliana Docci presenta soggetti naturalistici, il cui un felice cromatismo definisce
             la forma.
 
             Per ciò che riguarda le installazioni, Silvia Benvenuti, presenta delicati trafori in cui prevale
             l’ ispirazione musicale .
 
             Ci auguriamo che anche quest’ anno, come gli altri anni, la mostra sia anche un momento in cui
             i visitatori, oltre ad ammirare le opere esposte , possano conoscere direttamente gli artisti;
             la mostra diviene così anche un’ occasione di incontro, di scambio di idee, di nuove conoscenze,
             perché l’ arte sia ,oltre che visibile, una presenza viva e amica.
 
                                                                                     La Curatrice della Mostra

                                                                                        Dott.ssa Lia Briganti
 
 
Lia Briganti